Io credo che la polis cambierà nella misura in cui si tornerà a parlare di umiltà perché, in fondo, bellezza e povertà si incontrano nell’umiltà che è la capacità di incontrare l’altro perché esiste e come esiste. La politica, oggi, ha bisogno di umiltà perché nell’umiltà ci riconosciamo pari, diventiamo capaci di sottrarci ai rischi sempre presenti di una immunitas come pretesa di aristocrazia. L’immunitas infatti è il privilegio che sottrae alla communitas: ma la communitas vuole il dono del coinvolgimento. Francesco [d’Assisi], poi, ha operato una scelta ancora più alta, che rimane tutt’ora compito aperto: il passaggio dalla communitas alla fraternitas. Quando si è uniti-da-un-munus si fa riferimento alla realtà del monachesimo. La fraternitas pone al centro come munus quello di abbracciare il fratello che incontri, sia lebbroso, sia ricco, sia lupo, sia il morto di fame. […] Tale utopia di Francesco provoca la cultura di oggi.

Giovanni Salonia, Povertà e bellezza. Dialogo di Maurilio Assenza, Giovanni Salonia, Antonio Sichera, in M. Assenza – L. Licitra – G. Salonia – A. Sichera, Lo sguardo dal basso. I poveri come principio del pensare, EdiARGO, Ragusa II edizione 2006, pp. 39-40