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In una realtà frammentata e pluricentrica è utile far emergere una condizione indispensabile per il dialogo multiculturale: la cultura dell’incontro deve includere anche la legittimità del non capirsi come condizione legittima del vivere insieme e non come ostacolo. E’ proprio nell’esperienza del non capirci che possiamo scoprire l’implicito. Ritorna il tema dello stare insieme in quanto umani e non perché ci si capisce. Qui si inserisce la centralità della narrazione che dà spazio alle minoranze, accoglie la diversità senza definirle e giudicarle. In questo senso si tratta di dimorare attivamente nell’attesa di una nuova grammatica del vivere insieme: abituarsi alla tensione del non avere risposte come una condizione che rende possibili percorsi di ricerca…

Giovanni Salonia, Povertà e bellezza in  M. Assenza – L. Licitra – G. Salonia – A. Sichera, Lo sguardo dal basso. I poveri come principio del pensare, EdiARGO, Ragusa II edizione 2006, pp. 43-44


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