F. mi chiede la diagnosi:
Sono malato di mente?
Emerge la funzione-Personalità, sento che questo è un momento delicatissimo, non posso evitargli la sofferenza, ma sento che devo proteggerlo. Riporto qui il verbatim in maniera integrale per vedere come, a mio avviso, questo avviene.
Il malato di mente è una persona che soffre e anche lei ha molto sofferto – gli dico.
Che tipo di malato di mente?
L’ansia e l’eccitazione per questa novità che sento in lui e la fiducia che sia pronto ad avere una risposta proprio in questo tempo della terapia mi fanno rispondere:
– Disturbo di personalità narcisistica con nucleo psicotico.
– Significa che sono pazzo?
– Quando la sofferenza è tanta si impazzisce.
– Lei sa qualcosa che non mi dice?
– Forse qualcosa che non mi ha chiesto.

Valeria Conte, Il lavoro con un paziente seriamente disturbato: l’evoluzione di una relazione terapeutica, in G. Salonia,V. Conte, P. Argentino, Devo sapere subito se sono vivo. Saggi di psicopatologia gestaltica, Ed. Il pozzo di Giacobbe, p. 101