In Poesia in forma di rosala semantica del padre che ritorna assorbe in sé entrambe le dimensioni [quelle della dialettica “dentro-fuori”], il che equivale a dire che anche l’ossessione della carne ora fa fondamentalmente riferimento al padre e dalla ricerca di lui si origina. Si delinea insomma all’orizzonte un’altra possibile chiave di lettura dell’ossessione della carne: si configurerebbe ora come “desiderio del sole”, avventura del corpo che di notte va in cerca del padre. […] Quel che lo fa tremare, nei corpi dei figli, non sono più le fattezze materne. La bellezza di questi ragazzi consiste adesso nel loro essere certi, “contenti del futuro dei padri”. Essi sono figli-padri, figli cioè che diventeranno padri, amati da quel figlio che padre non potrà mai essere e che in loro proietta uno struggente desiderio di sole: desiderio “del” padre che – rimasto inappagato – gli impedirà per sempre l’accesso all’adulto desiderio “di” padre, ovvero l’assunzione consapevole di un ruolo che non gli appartiene perché egli non ha potuto specchiarsi, fino a farlo suo, nel volto amato dell’“altro”.

Antonio Sichera, La consegna del figlio. “Poesia in forma di rosa” di Pasolini, Edizioni Milella Lecce, pp. 65-66