Lo sappiamo: spesso le difficoltà degli umani con se stessi e con gli altri, in particolare con i piccoli e con i feriti dalla vita, derivano dal produrre pensieri e parole che non emergono dall’integrazione del cervello uno-trino, ossia parole staccate dal mondo delle sensazioni e delle emozioni. Il tatto, ovvero il toccare e l’essere toccati, fa accadere il contatto con l’altro. Siamo toccati nel leggere i tanti racconti in cui il contatto tra bambini e animali è pieno anche senza parole. L’ani male è custode e maestro dell’incontro tra corpi che è fondamento e garanzia di ogni altra interazione. L’originalità della teoria del Sé in Gestalt Therapy (che assieme all’Analisi Transazionale costituisce il modello terapeutico di riferimento degli autori/terapeuti) sta proprio nell’avere evidenziato la presenza inevitabile della funzione-Es, la funzione con la quale gli OAU [Organismo Animale Umano] entrano in contatto con l’Ambiente (umano e non umano) partendo dal mondo delle sensazioni, delle vibrazioni, dei sensi. Nei sensi e dai sensi emerge il senso, ossia la genuina intenzionalità di entrare in contatto con l’altro (in Gestalt Therapy: funzione-Io) che permette ad ogni Organismo (animale umano) di raggiungere le propria finalità di integrità e di pienezza.

Giovanni Salonia, Presentazione, in Aluette Merenda “Incontri terapeutici a quattro zampe. Gestalt Therapy e prospettive di zooantropologia clinica”, ed. Il pozzo di Giacobbe, p. 9