Una modalità comunicativa d’ascolto, molto studiata e di carattere generale, è la riformulazione, e cioè il ridire e il ridare all’emittente, con le sue o con altre parole, la sua comunicazione. La riformulazione, nelle varie fasi dell’interazione comunicativa, adempie principalmente ad alcune funzioni, quali ad es. dare all’ascoltatore la garanzia di una recezione corretta del messaggio ricevuto, metacomunicare all’emittente che l’ascoltatore lo rispetta, lo segue nella sua esposizione, ed è interessato a comprenderlo esattamente.
E’ come se l’ascoltatore comunicasse: “io sto qui per ascoltarti, sono interessato a capirti con esattezza, ti confermo che ti sto seguendo, continua pure”. In genere le riformulazioni vengono precedute da locuzioni tipiche: “se ho capito bene…”, “mi corregga se sbaglio…”, “a suo avviso…”, “mi pare di capire…”. A seconda dell’intenzionalità dell’ascoltatore e della qualità dell’interazione, la riformulazione si declina in varie modalità. Innanzitutto è necessario distinguere tra la riformulazione dei contenuti e la “verbalizzazione” o comunicazione empatica degli stati emozionali (Franta, 1977, 76ss).

Herbert Franta, Giovanni Salonia, Comunicazione interpersonale. Teoria e pratica, LAS – Roma, 8° ristampa, settembre 2008, pp. 70-71

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