La GT integra, con i suoi fondamenti epistemologici e clinici, i due aspetti operativi su cui si basano essenzialmente le strategie riabilitative in psichiatria:
– il modello operativo centrato sul soggetto, considerato come sistema disfunzionante, che procedendo a partire dall’assessmentiniziale, stimola le funzioni cognitivo-comportamentali individuali;
– la ‘milieu therapy’, che focalizza la terapia nell’ambiente, considerato ‘base sicura’, sia sui presupposti teorici della teoria dell’attaccamento di Bowlby e sia sulla teoria della vulnerabilità individuale. Rispetto al primo modello, la GT, sostenendo i processi di autoregolazione organismica, evita il rischio di una valutazione del percorso riabilitativo essenzialmente di tipo ‘normativo’, che misura l’approssimazione ad un comportamento standard, attribuendo valore alle capacità di apprendimento delle procedure esecutive impartite, a scapito appunto dei processi di autoregolazione; mentre rispetto al secondo modello la GT, con la teoria dell’adattamento creativo dell’organismo all’ambiente, colloca il concetto di vulnerabilità nelle due polarità di appartenenza ed individuazione, con una risoluzione pratica a livello del confine di contatto.

Paola Argentino, Comunità terapeutiche e riabilitazione psichiatrica: il modello gestaltico comunitario, in G. Salonia,V. Conte, P. Argentino, Devo sapere subito se sono vivo. Saggi di psicopatologia gestaltica, Ed. Il pozzo di Giacobbe, pp.143-144