«Mi sembra che mi sto rendendo conto solo adesso di quello che mi sta succedendo, mi sembra di aver dormito fino ad ora o forse mi sbaglio… forse sto continuando a dormire. Sono vissuto nell’incoscienza, era necessario per non impazzire. Svegliarsi è dura ma io lo sto facendo piano… piano… Forse sono gli sguardi sconvolti della gente o l’estrema crudeltà di altri a svegliarmi dal mio lungo sonno. Nulla è come prima, qualcosa di profondo è cambiato ma non so cosa sia. Ho paura di svegliarmi».
Il contatto pieno della relazione ‘sveglia’: nulla è più come prima. Può ritornare la paura di accendere la luce, ma è una paura che non annienta, una paura nuova. Oggi Massimo è cambiato. Ricomporre la propria identità e ri-definirsi è stato un lungo percorso terapeutico, un viaggio che ha restituito senso a ciò che è stato affinché… per strada la gente possa guardarlo in modo nuovo per quello che è, senza stravolgerlo. E così lui può uscire e stare nel mondo senza che l’essere stato ‘pazzo’ sia l’unica esperienza da raccontare.
Valeria Conte, La Gestalt Therapy e i pazienti gravi, in GTK2 settembre 2011, p. 44