La fratria viene considerata sempre più un fattore importante per lo sviluppo del bambino sia in quanto accelera lo sviluppo di competenze specifiche, sia perché comporta un rischio per alcune patologie. A livello culturale troviamo l’interesse per la relazione tra fratelli nei miti, nella tradizione giudaico-cristiana, nella letteratura per l’infanzia ed in particolare all’interno di tre diverse prospettive teoriche: la psicodinamica, quella interazionista e la sistemica. La prospettiva psicodinamica studia la relazione fraterna alla luce della relazione con i genitori e ne sottolinea la dimensione emotiva, specificatamente l’attenzione viene posta su gelosia e rivalità e sullo studio delle variabili individuali (differenza di età, ordine di genitura). La prospettiva interazionista analizza le variabili relazionali: la relazione di ogni fratello con il genitore, le relazioni dei fratelli tra loro e le dimensioni socio relazionali (conflitto, condivisione). La prospettiva sistemica, infine, vede i fratelli come un sottosistema del sistema globale della famiglia. La storia è piena di esperienze conflittuali, di drammi tra fratelli: da Caino e Abele a Romolo e Remo fino al mondo di oggi. Potremmo applicare al fratello ciò che Sartre afferma nella Nausea: L’enfer c’est les autres.

Paola Aparo, Oltre l’Edipo, un fratello per Narciso, in GTK 4, Rivista di Psicoterapia, Dicembre 2013, pp. 42-43