Molto ha vissuto l’uomo dal mattino
da quando siamo dialogo
e ascoltiamo l’un l’altro;
ma presto saremo canto
Hölderlin

È proprio vero che i poeti, i folli e i bambini sono i ‘Pastori dell’Essere’: essi custodiscono cioè gelosamente la sorgente intima e feconda della condizione umana. «Un solo verso – canta Turoldo – fessura sull’infinito come il costato di Cristo / un solo verso può fare più grande il mondo». Le Comunità Terapeutiche Psichiatriche non sono il territorio dove si imprigiona la follia, ma il luogo in cui si vive, nel quotidiano, la decisiva fatica del diventare umani. Per questo, le comunità devono diventare punto di riferimento, laboratorio di crescita umana per la polis che vuole definirsi e costruirsi quale città vivibile ed umana. Alla scuola delle Comunità Terapeutiche è possibile confrontarsi con i valori – allo stesso tempo intimi e politici – dell’accoglienza, della diversità, dell’unicità di ogni persona, del potere rigenerativo dell’incontro. I bambini, poi! Che si riprenda ad ascoltare i bambini è stato uno degli ultimi messaggi di Laing. Quando accade che un bambino si affida a noi dandoci la sua manina e fissandoci con due occhi grandi e teneri, ci sentiamo rigenerati e si rinnova in noi quello che Nietzsche chiamava il ‘matrimonio dell’anima col corpo’.

Giovanni Salonia, Disagio psichico e risorse relazionali, in G. Salonia,V. Conte, P. Argentino, Devo sapere subito se sono vivo. Saggi di psicopatologia gestaltica, Ed. Il pozzo di Giacobbe, pap. 55-56