Siamo in un periodo storico in cui i padri hanno paura dei figli, i padri uccidono i figli, i padri, se pensiamo alle origini del mito,  si mangiano i figli. Perché? Perché in fondo il padre vede nel figlio il proprio limite e il figlio vede nel padre il limite. Ma quale limite? Il figlio vede nel padre il limite della più grande ambizione che può avere l’uomo. L’ambizione delle ambizioni è darsi la vita da soli: un padre ti ricorda che non te la sei data tu la vita e quindi devi fare i conti con una paternità che ti precede. L’orgoglio, l’hybris famosa che per i Greci è all’origine di tutti i guai, nasce proprio dal voler negare il limite: “io mi sono autogenerato!”. E’ falso, e tutte le cose false creano danno a sé e agli altri. Ma anche il padre si sente limitato dal figlio, perché il figlio ti dice: “non sei immortale”, ti dice che se la natura seguirà il corso normale tu dovrai morire e lasciare l’eredità, lasciare qualcosa che tu hai creato, costruito, lasciarlo a un altro che magari avrà premura di prendersi l’eredità e il trono…

Dalla relazione di Giovanni Salonia, I PADRI DESIDERANO ESSERCI, A VOLTE NON SANNO COME, 25 Settembre 2014, Ragusa.