La frammentazione ha provocato angosce depositate in nuovi fondamentalismi o è stata sfruttata, attraverso l’imposizione del pensiero unico e della globalizzazione economica. Alcuni sospettano che l’emergere di fenomeni come la droga o gli incidenti stradali siano camuffamenti dell’irresistibile bisogno di fare la guerra. L’istinto di morte non può essere annullato nell’uomo e l’impossibilità della guerra crea altri tipi di morte. Si può anche pensare, però, che l’umanità debba pagare un prezzo per imparare la pace e che non sia concessa a tutti l’opportunità di maturare un nuovo saper vivere fatto di consapevolezza del proprio mondo e di riconoscimento di quello altrui. Si tratta di un diverso stile di esistenza, o meglio di coesistenza, che deve essere inventato. Quando il 31 dicembre del 1999 in tutte le piazze del mondo si è cantato e ballato in attesa del nuovo millennio si è avuta l’impressione di una ritrovata voglia di stare assieme.

Giovanni Salonia, Sulla Felicità e dintorni. Tra corpo, parola e tempo, Ed. Il Pozzo di Giacobbe, p. 117