La Psicoterapia della Gestalt non dà una definizione di bellezza, parla di grazia, che è l’esperienza di una integrale concentrazione del sé, che non ha nulla a che vedere con le esperienze di stordimento o di fusione (dove il coinvolgimento implica la rimozione di alcune parti del sé). Il problema è: come aiutare con la formazione una crescita orientata verso una bellezza integrale e plurale? Mi colpisce, nella citazione iniziale di Camus, il suo vorrei. Quando, in riferimento a bruttezza della povertà e bellezza, dice «vorrei essere fedele a entrambi», va sottolineato come non si tratti di un progetto di vita organizzato, ma di una tensione, di un desiderio di cui si avverte tutta la difficoltà. L’idea dominante di Camus è che non vuole perdere né l’innamoramento del mondo, né la tensione verso l’umanità schiacciata. La speranza, l’augurio e il senso di una formazione seria è di dare vita spontaneamente ad una tensione espressa così.

Antonio Sichera, Povertà e bellezza. Dialogo di Maurilio  Assenza, Giovanni Salonia  Antonio Sichera, in  M. Assenza – L. Licitra – G. Salonia – A. Sichera, Lo sguardo dal basso. I poveri come principio del pensare, EdiARGO, Ragusa II edizione 2006, p. 47