Per un terapeuta della Gestalt quando si parla di ‘corpo’ si intende la funzione-Es del sè. Nei B., di fatto, è l’esperienza corporea ad essere particolarmente compromessa. Paradossalmente risultano delle persone abbastanza individuate, a volte appaiono rigide, definite, ma non consapevoli dei loro vissuti più profondi e intimi: «Io sono diversa da mia madre, molto diversa, ma certe volte mi ritrovo con dentro le sue paure, le sue paranoie, ma non so che non sono le mie, adesso… lo capisco e questo mi confonde, non so che sento veramente io…». La capacità di sentire emozioni, percepire l’emergere dei bisogni, dare il giusto nome a ciò che sente, richiede una fluidità dell’esperienza corporea di base che nel soggetto B. [Borderline] è compromessa. I confini corporei del B. permettono una permeabilità dei vissuti esterni erroneamente assimilati come propri e nello stesso tempo una difficoltà a contenere e assimilare il proprio sentire che spesso appare impulsivo e incontrollabile.

Valeria Conte (intervista di R.G. Romano), Il paziente borderline:una ostinata e sofferta richiesta di chiarezza,in G. Salonia,V. Conte, P. Argentino, Devo sapere subito se sono vivo. Saggi di psicopatologia gestaltica, Ed. Il pozzo di Giacobbe, p. 152




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