Ha scritto Gadamer: la pretesa di comprendere gli altri in anticipo adempie in realtà alla funzione di tenere lontane le loro pretese. Coniugare la freschezza di un nuovo incontro con la competenza che deriva dalle esperienze precedenti è un compito mai del tutto scontato per il formatore. Si tratta di pensare la competenza comunicativa non come la capacità di sapere in anticipo cosa l’altro dirà o cosa rispondergli, ma, al contrario, come capacità di ricominciare da capo ad ogni nuovo incontro, con il cuore e la mente sempre più vuoti, pronti cioè ad incontrare l’altro nella sua unicità. Solo un atteggiamento di radicale apertura all’altro permetterà di accorgersi come proprio nelle sfumature, in dettagli a volte impercettibili, si rivela il mistero dell’unicità dell’altro. Il punto è insomma, come già sosteneva Heidegger, di non ridurre il circolo delle pre-comprensioni a circolo vizioso: Il superamento non sta nell’uscire fuori del circolo, ma nello starci dentro nella maniera giusta, ovvero dalle pre-comprensioni non si può prescindere, ma è necessario diventare consapevoli ed essere attenti alle difficoltà relazionali da esse eventualmente derivanti.

Giovanni Salonia, Kairòs – Direzione Spirituale e Animazione Comunitaria, EDB, Bologna 2006, pp. 79-80