Nell’esperienza della GAAP [Gestalt Animal Assisted Psychotherapy] è attraverso il processo non verbale e corporeo attivato dagli animali che è possibile fare emergere momenti di contatto, intimi ed autentici. La comunicazione intercorporea, circoscritta nella GAAP e nella relazione paziente-animale-terapeuta, attiva profondi cambiamenti fino alla guarigione. I concetti chiave della GT del qui e ora, dell’esperienza, dell’intercorporeo, nonché la sua cornice teorica basata sui principi della fenomenologia e della teoria del campo, vengono in altri termini portati in superficie ed agiti nel setting terapeutico in cui sono presenti gli animali da compagnia. Introdurre un pet all’interno del setting e del processo terapeutico è di per sé un esperimento. D’altronde la creatività e la sperimentazione sono gli elementi fondamentali della terapia della Gestalt in cui «l’esperimento è un modo di pensare ad alta voce, una concretizzazione della propria immaginazione, in un’avventura creativa». L’animale potrà infatti fornire nuovi ed improvvisi percorsi che, se non verranno esplorati dal terapeuta e dal paziente, non potranno risultare evidenti. La GAAP consente tale possibilità e ne sostiene lo spirito, considerando ogni momento di contatto tra il pet ed il paziente come un esperimento, in cui entrambi possono co-creare una relazione; in cui il paziente può co-creare momenti di intimità o distanza; un’unità base, infine, per proiettare, retroflettere e deflettere i propri vissuti, momento dopo momento.

Aluette Merenda, Psicologia canina e Gestalt Animal Assisted Psychotherapy: incontri eterospecifici in psicoterapia, in Aluette Merenda “Incontri terapeutici a quattro zampe. Gestalt therapy e prospettive di zooantropologia clinica”, ed. Il pozzo di Giacobbe, pp. 87-88