Quando termina la paura condivisa o quando finisce la fase iniziale del leader carismatico, la società comunità sperimenta la complessità prima e la frammentazione poi: cominciano ad emergere le soggettività che manifestano progressivamente il bisogno di auto legittimarsi e quindi di autorealizzarsi in pienezza. A livello sociale, il processo avviene lentamente, attraverso fasi ben precise: della contestazione, del narcisismo e, infine, della confusione. Il MRB in questa fase è contraddistinto dal pronome ‘io’. In questo schema relazionale si riduce di molto l’interesse per il bene comune, si esaspera il punto di vista personale, si è più interessati ai propri diritti piuttosto che ai propri doveri, non si riconosce né accetta un capo poiché ognuno si sente pronto ad esserlo. Si vuole essere grandi senza la fatica e la goffaggine dell’apprendere, si evita tutto ciò che potrebbe risultare umiliante. Di fronte alla legge l’interrogativo
non è se ubbidire o meno, ma se chi l’ha emanata aveva o no diritto di farlo. L’esperienza – espressione primaria della soggettività – diventa luogo dell’apprendimento e criterio di valutazione. Crollano i punti di riferimento: alle ‘grandi narrazioni’ si preferiscono le piccole narrazioni, quelle dell’uomo ‘senza qualità’, alla forza della razionalità si contrappone la debolezza dell’opinione, ogni diversità è legittimata e può presentarsi al mondo senza previe valutazioni ontologiche.

Giovanni Salonia, Psicopatologia e contesti culturali, in G. Salonia, V. Conte, P. Argentino, Devo sapere subito se sono vivo. Saggi di psicopatologia gestaltica, Ed. Il pozzo di Giacobbe, pp. 20-21