Nel delirio borderline, ad esempio, la funzione principale è quella di permettere alle cose e alle situazioni di assumere momentaneamente una configurazione più chiara su cui individuarsi e differenziarsi. L’esperienza delirante nel BPD grave ha, come dice Rossi Monti, la funzione di rifugio e ha sempre a che vedere con stati mentali evocati da una condizione relazionale in atto: una particolare situazione di stress che, secondo l’autore, «deriva da una relazione interumana sentita come particolarmente coinvolgente sul piano emotivo». Per la Gestalt Therapy la reazione a volte incomprensibile ed estrema che il PBL mette in atto è l’unica possibilità che ha per essere visto nella relazione con l’altro: l’‘impazzire’, infatti, viene vissuto come modalità relazionale necessaria per venir fuori da una relazionalità confluente e gravemente confusiva.

Valeria Conte, «Se ho paura di morire, posso morire?» La Gestalt Therapy con una Paziente con Linguaggio Borderline, in Giovanni Salonia (ed.), La luna è fatta di formaggio.  Terapeuti gestaltisti traducono il linguaggio borderline, ed. Il Pozzo di Giacobbe, Trapani 2013, p. 134