Uno dei punti chiave della GT è che il presente non può riempire l’esistenza: ogni focalizzazione dell’importanza del ‘qui-e-adesso’ è confusiva se non si tiene conto del ‘now-for-next’, ossia dell’esperienza che viene subito dopo. Il tempo nel soggetto con BL viene riempito da esperienze non assimilate, svuotate e impoverite, che non fanno crescere e non lasciano memoria corporea. Queste persone vivono nell’immediatezza, cercano un aggancio corporeo, si legano rapidamente, hanno contatti brevi, rapidi, inconsistenti, soffrono di una ‘fame tattile’, cercando il contatto della superficie epiteliale e una soddisfazione immediata senza tuttavia un vero contatto; confondono, ad esempio, l’intimità con la sessualità. Il loro è un modo di vivere in superficie caratterizzato da un bisogno continuo della novità, del mai-sperimentato. Formano figure veloci, ma deboli: attimi di esperienza che non ne costituiscono la sua totalità, bisogni offuscati e continui, di cui non si conoscono né il nome né l’appartenenza. La loro, d’altra parte, è una storia di anticipazioni, di tempi distorti e di esperienze non completate, valutate e interrotte dalla madre.
Gabriella Gionfriddo, La trama relazionale borderline. Traduzione gestaltica dei criteri diagnostici del DSM -5 (Modello ‘Alternativo’), in G. Salonia (ed.), La luna è fatta di formaggio. Terapeuti gestaltisti traducono il linguaggio borderline, Ed. Il pozzo di Giacobbe, p. 79