La teoria e la pratica dei gruppi di terapia della Gestalt hanno subito uno sviluppo diversificato nel tempo: dalla psicoterapia ‘in’ gruppo di Perls, ove il gruppo fa da sfondo all’esperienza individuale, alla psicoterapia ‘di’ gruppo di Goodman, ove predomina la leadership del gruppo, ed infine, all’approccio combinato di Zinker.Lo stile di Frederick Perls è strettamente legato alla figura del terapeuta come leader del gruppo ed è centrato sul lavoro individuale nel contesto gruppale. Egli basandosi molto, oltre che sulla teoria del campo di Lewin, anche sullo psicodramma di Moreno, utilizza i membri del gruppo come sfondo all’esperienza individuale. Paul Goodman, di stile anarchico, rifiuta nettamente nei gruppi gestalt la figura del leader che, al massimo, è primus inter pares ed ha la funzione di esortare i membri del gruppo alla conduzione del gruppo stesso (leadership del gruppo). Joseph Zinker teorizza un processo evolutivo del gruppo gestaltico: il ‘ciclo di gruppo’. Ogni evento nel gruppo segue un ciclo che evolve dalla fase di sensazione di gruppo, al senso di consapevolezza, allo sviluppo di energia, al movimento ed azione dialettica, fino al completamento dell’esperienza con il conseguente senso di risoluzione del gruppo, di fondatezza e di silenzio. Il MGC [Modello Gestaltico Comunitario] si aggancia all’approccio processuale di gruppo di Zinker, ma con un approfondimento clinico che rimanda allo sviluppo del Sé secondo la GT.
Paola Argentino, “Dalla narrenschiff al ‘divenire fiori’: la danza dell’incontro nelle strutture psichiatriche” in G. Salonia, V. Conte, P. Argentino, Devo sapere subito se sono vivo. Saggi di psicopatologia gestaltica, Ed. Il pozzo di Giacobbe, p.115