Nel N [narcisista] retroflessivo la storia familiare rimanda ad una alleanza madre-figlio o padre-figlia vissuta contro l’altro genitore. Questo sfondo relazionale gli/le impedisce di sentirsi pienamente e lo/la rafforza nella affannosa ricerca di apparire. Tutto ciò fa sì che il/la N appaia arrogante, rigido/a, controllante, egocentrico/a, con un ossessivo bisogno di proteggersi da critiche e rifiuti, percepiti sempre come svalutazione e disconferma di sé, rendendolo/a incapace di sentire la sua pienezza comunque vissuta inconciliabile con l’altro. Goodman così lo descrive: «L’individuo narcisista non riesce a far fronte ai propri sentimenti, ha paura di ferire o di essere ferito. Le energie impegnate vengono rivolte verso gli unici oggetti privi di pericolo disponibili nel campo: la propria personalità e il proprio corpo».

Valeria Conte, La modalità relazionale narcisistica nella postmodernità e il lavoro terapeutico in Gestalt Therapy, in GTK 4, Rivista di Psicoterapia, Dicembre 2013, p. 24