Nella dimensione del contenuto vengono presi in considerazione i messaggi sui momenti più rilevanti dell’interazione. Un feedback che trasmette soltanto i sentimenti, senza riportare i fatti che lo sostengono, non informa l’emittente a quale comportamento specifico si riferisce la comunicazione del partner. Per es. “mi sento confuso”, è un feedback incompleto ed inefficace, perché non specifica il comportamento dell’emittente che provoca questo stato emozionale. Invece: “mi sento confuso quando tu mi dici che ti piace parlare con tuo padre e che, nello stesso tempo, eviti ogni occasione di incontrarlo”, è un feedback nel quale lo stato emozionale “mi sento confuso” viene chiarito dal fatto o tema che porta a questo particolare stato d’animo. I temi riportati o i comportamenti sui quali si vuole dare il feedback devono essere descritti nel modo più concreto possibile, usando le categorie della descrizione fenomenologica. […] Ogni tipo di comunicazione include l’aspetto relazionale, e in modo particolare il feedback, perché attraverso l’autorivelazione si comunica in grado più elevato come vengono sperimentati i vari momenti dell’interazione e la relazione con il partner. Nel caso in cui un partner manifesta esplicitamente all’altro come sperimenta la relazione, dà al feedback una funzione metacomunicativa che diventa decisiva nel proseguimento dell’interazione.

Herbert Franta, Giovanni Salonia, Comunicazione interpersonale. Teoria e pratica, LAS – Roma, 8° ristampa, settembre 2008, pp. 129-130