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L’invidia – a livello cognitivo – è una confusione tra il limite e il divieto, la mancanza di qualcosa e la mancanza propria dell’essere creature. Da un punto di vista clinico, l’invidioso manca di contatto con se stesso: si consuma nell’atto di vedere e dimostrare la validità di quello che vede (È eviden­te che […]) e non si rende conto che proprio questo essere-fuori-da-sé non gli permette di godere della sua unicità e delle sue potenzialità. La Gestalt Therapy ha anche precisato un altro elemento decisivo per la comprensione e la cura del malessere in genere (e dell’invidia nella fattispecie): il momento evolutivo in cui l’invidia appare.
A seconda della fase dello sviluppo, l’invidia assu­me significati e connotazioni differenti perché inscrit­ta in fasi emozionali e relazionali differenti.

Giovanni Salonia (ed.), “I come invidia”, Cittadella Editrice – Psicoguide, 1° Edizione Marzo 2015, p. 67

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