La traità intrapersonale può essere descritta come un sotterraneo, sottile dialogo interno, che costituisce lo sfondo ineliminabile del dialogo interpersonale. È un parlare con se stessi di tutto ciò che accade in se stessi, una consapevolezza dei propri vissuti, che è a sua volta il presupposto della dicibilità di ciò che si avverte (e che si sente di essere): tutto ciò che accade – insegna la GT – deve essere dicibile (non è necessario che sia detto) per poter essere condiviso e produrre la crescita. Illuminante, già nel titolo, il testo di Paul Ricoeur: Soi-même comme un autre («se stesso come un altro»).
Infatti – afferma Kimura, citando il filosofo Kitarō Nishida – «nel fondo del sé c’è l’altro e, nel fondo dell’altro, c’è il sé […]. Che io veda l’altro assoluto nel mio Io significa che io vedo me stesso vedendo l’altro assoluto, è così che si stabilisce la coscienza del sé individuale».

Giovanni Salonia, L’esser-ci-tra. Aida e confine di contatto in Bin Kimura e in Gestalt Therapy, in Bin Kimura, TRA per una fenomenologia dell’incontro, ed. Il Pozzo di Giacobbe, p. 12



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