È il contatto la vera istanza regolativa, dal momento che l’uomo nella relazione è inserito, si realizza e cresce. Ogni genuino concentrarsi su di sè si apre, includendola, alla consapevolezza della relazione, in una sorta di inevitabile connessione figura/sfondo. Si tratta, potremmo dire, di una sorta di traduzione clinica delle grandi intuizioni di Agostino: se «in interiore homine habitat veritas», questa verità si raggiunge solo nella relazione («non intratur in veritatem nisi per caritatem»), da cui nasce dunque una nuova istanza regolativa, l’ordo amoris: «Ama e fa quel che vuoi». In Gestalt Therapy, insomma, il ‘disagio della civiltà’ si dissolve nell’’adattamento creativo’ di cui ogni organismo è capace. Il punto è prendere consapevolezza che i vissuti del soggetto sono, sempre e comunque, vissuti relazionali e che essi portano in sé, in maniera ineliminabile seppur disturbata, l’intenzionalità verso un contatto positivo e nutriente con l’altro.
Giovanni Salonia, Edipo dopo Freud. Dalla legge del padre alla legge della relazione, in G.Salonia e A. Sichera, Edipo dopo Freud, GTK Books 1 – Rivista di psicoterapia, p. 30