Some contents or functionalities here are not available due to your cookie preferences!

This happens because the functionality/content marked as “Facebook Pixel [noscript]” uses cookies that you choosed to keep disabled. In order to view this content or use this functionality, please enable cookies: click here to open your cookie preferences.

Per i mali dell’animo bisogna pensare ad una cura dell’anima e non solo dei sintomi, una cura del contesto sociale e familiare e non solo del paziente, una cura, cioè, che attui un cambiamento di paradigma, che volga l’attenzione e dia importanza ai contesti relazionali come prevenzione e cura sia del disagio che della psicopatologia.  Dare una trama relazionale al sintomo e alla patologia nelle diverse declinazioni è la scommessa di ogni terapeuta della Gestalt, che deve permettere ad ogni paziente di inscrivere il proprio malessere nella propria storia relazionale. È importante non perdere di vista l’unicità della sofferenza del paziente e utilizzare la diagnosi come un’ulteriore fonte di significazione e di direzione per la presa in carico globale del paziente e del suo contesto di appartenenza. Costruire uno sfondo di riferimento più ampio permetterà di cogliere la direzione terapeutica necessaria per ripristinare i percorsi dell’esistenza interrotti.

Valeria Conte, La Gestalt Therapy e i pazienti gravi, in GTK2 settembre 2011, pp. 26-27



Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano file di piccole dimensioni (cookie) sul dispositivo. I cookie sono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente. I Cookie tecnici, per generare rapporti sull’utilizzo della navigazione cookie statistici e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi / prodotti e i cookie di profilazione. Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore.
Cookies policy
Privacy policy