L’estensione del termine catarsi dal campo della morale pratica aristotelica alla psicoterapia, avviene inizialmente ad opera di Breuer e successivamente diventa corpo teorico della teorica psicoanalitica di Freud per indicare il processo di liberazione di esperienze traumatizzanti, ottenuto attraverso la completa rievocazione degli eventi responsabili del trauma, che vengono rivissuti, a livello cosciente, sia sul piano razionale, sia su quello emotivo. […] Lo spostamento dall’ottica intrapsichica della psicoanalisi alla visione terapeutica relazionale della psicoterapia della Gestalt è determinante per il passaggio dal concetto di catarsi a quello di palingenesi terapeutica. L’ascolto e la memoria dello spettatore dinanzi all’esperienza del personaggio tragico assurgono valore relazionale terapeutico nel riconoscimento della sofferenza dell’altro e nel sostegno alla dignità dell’essere umano, vittima del “destino” e, nello stesso tempo, eroe che non si piega.



Paola Argentino, Tragicità dell’esistenza e palingenesi terapeutica, in Tragedie greche e psicopatologia a cura di Paola Argentino, Medacalink Publishers, I edizione 2005, pp. 22-23