La comunicazione è un mezzo per esprimere o partecipare agli altri le nostre percezioni del mondo. La sua qualità dipende in gran parte dalla capacità – o dalla scelta – di tradurre le nostre esperienze interiori in codici organizzati secondo una sequenza sintattica semplice e chiara. L’emittente raggiunge gli scopi della dimensione “semplicità” quando, nella formulazione dei messaggi, usa dei segni appropriati cioè rappresentativi della realtà a cui si riferiscono, precisi, chiari, univoci nel loro significato. Prima di codificare, l’emittente ponga attenzione a cogliere i fenomeni così come essi si presentano. Solo in un secondo momento si occupi dei codici appropriati da usare. Nella presentazione del proprio messaggio, pur attento all’aspetto formale della comunicazione, non si perda nell’”orientamento intenzionale” (Lee 1941, 131ss), cioè non cada in disquisizioni intellettualistiche sui termini linguistici, non si perda nella ricerca della forma esteticamente migliore a spese della chiarezza, non usi termini esoterici.

Herbert Franta, Giovanni Salonia, Comunicazione interpersonale. Teoria e pratica, LAS – Roma, 8° ristampa, settembre 2008, pp. 90-91