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A volte il contenuto di ciò che il paziente ci porta è incomprensibile, apparentemente lontano dalla sua sofferenza, ma ci deve spingere ad interrogarci su ciò che vuole dirci, ad esempio quando afferma: “Le masse indifferenti mi fanno schifo, le masse sono greggi di pecore… non mi frega niente di nessuno”. Forse è più facile disprezzare, anziché contattare il vissuto di vergogna e umiliazione che sente quando sta tra la gente. In effetti, in forme diverse, il sintomo tiene l’altro distante, ma nello stesso tempo allude al bisogno dell’altro e ci parla chiaramente del tipo di bisogno che il paziente ha dell’altro. Il terrore che il paziente grave ha della relazione con l’altro determina il limite e, nello stesso tempo, l’enorme risorsa per la cura.

Valeria Conte, La Gestalt Therapy e i pazienti gravi, in GTK2 settembre 2011, p. 31


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