Scopo del gesto compulsivo espulsivo è voler espellere dal proprio corpo un’esperienza diventata insopportabile, una sensazione corporea aggressiva o sessuale che il corpo ha avvertito con interesse ma che ha provocato uno sconvolgimento nel corpo dei genitori. Il soggetto teme di essere punito o abbandonato per aver provato l’eccitazione e, per non essere ‘buttato fuori’ dalla relazione, inizia il vano tentativo di ‘buttare fuori’ dal proprio corpo l’esperienza e il bisogno. Lo fa con un gesto che vorrebbe poter espellere, ma non ha esito perché altri sono i percorsi della consapevolezza.
E’ un dramma più inquietante di quello di Macbeth: la colpa può essere assunta e, in seguito, perdonata od espiata, ma il sentirsi in colpa nevrotico non ha via di uscita. Diventa gesto tragicamente inutile ostinarsi a purificarsi le mani da parte di chi, non avendo compiuto alcun delitto, si sente nonostante tutto in colpa.

Giovanni Salonia, L’angoscia dell’agire tra eccitazione e trasgressione. La Gestalt Therapy con gli stili relazionali fobico-ossessivo-compulsivi, in GTK1 dicembre 2010, p. 39