Il ‘come’ dire la parola ci ricorda l’ineliminabile qualità relazionale di ogni parola. Il terapeuta dice una parola che nasce dall’incontro del suo mondo con quello del paziente. Quanto più sarà presente il mondo del paziente nelle sue parole, tanto maggiore sarà la loro forza curativa. Ecco la necessità di un lungo, attento, rispettoso ascolto. Agostino, in modo magistrale, ne ha scritto la regola aurea: «Ascoltali (i rudi) e poi parla loro con le loro parole». Suggerimento geniale, che ci svela un segreto decisivo per ridare potere curativo alle parole: immergerle dentro il mondo percettivo (bisogni, interessi, valori) dell’altro.

Giovanni Salonia, Sulla Felicità e dintorni. Tra corpo, parola e tempo, Ed. Il Pozzo di Giacobbe, p. 72