Offrire al bambino pezzettini di esperienze positive è la strada maestra che permette di rinfocolare, in maniera chiara e profonda, il suo desiderio di essere, di esprimersi, di raccontare attraverso il corpo e le parole la storia che vive, percepisce e inventa a mano a mano.
L’adeguato contatto fisico, in cui tatto e sguardo esprimono calore e presenza; il mantenimento della distanza giusta, affinchè sia il bambino a stabilire lo spazio-distanza al fine di garantire la non invasività dell’estraneo e la presenza del genitore; la voce intesa sia come tono che si accorda con il sentire del bambino, sia come parola che restituisce il significato e lenisce le percezioni spaventose: sono questi
‘pezzettini’ di esperienza positiva che indicano al bambino piste possibili per reintegrare il proprio desiderio impaurito o turbato, per permettergli di lanciarsi nuovamente nel dinamismo del contatto.

Dada Iacono, Gheri Maltese, 
Come l’acqua… Per un’esperienza gestaltica con i bambini tra rabbia e paura. Il Pozzo di Giacobbe, Trapani 2012, pp. 50-51