È importante a questo punto distinguere la confusione borderline da quella del nevrotico e da quella dello psicotico. La confusione borderline è infatti più intima: il paziente, in un certo senso, è consapevole di quello che gli accade ma non sa discriminare le sensazioni confuse, ovvero le racconta con parole giuste per lui ma sbagliate per gli altri.
Il disagio del PBL non è la mancanza di consapevolezza di ciò che gli accade tipica del nevrotico, né il vuoto d’identità dello psicotico, ma è la mancanza di chiarezza su ciò che sta accadendo nel suo mondo intrapersonale e interpersonale. Poiché la confusione del PBL avviene proprio all’inizio del formarsi dell’esperienza, dal punto di vista del ciclo di contatto (ossia della fase in cui accade il blocco dell’esperienza relazionale), il suo disturbo si colloca nella fase del pre-contatto.


Giovanni Salonia, La luna è fatta di formaggio.  Terapeuti gestaltisti traducono il linguaggio borderline, ed. Il Pozzo di Giacobbe, Trapani 2013, p. 28