E’ proprio la presenza del terapeuta che permette di (ri)costruire il ground delle sicurezze di base. Essere presenza piena di-fronte a qualcuno permette di sentire la propria unicità senza fondersi o irrigidirsi. Per il paziente grave, a cui è mancata una relazione/presenza da cui differenziarsi, è fondamentale avere figure di riferimento. In particolare, la cura non può restare chiusa in uno studio professionale per lo stigma e l’incomprensione che spesso sono presenti, ma deve osare percorsi di cura qualitativamente diversi, che si aprono alle infinite possibilità di un trattamento integrato. In altre parole, significa ‘esserci’ con il paziente, a volte per lungo tempo, riconoscere e farsi attraversare dal dolore, essere umili e attenti dinanzi a lui, esserci con costanza e leggerezza e, a volte, con la paura non di lui ma per lui.
Valeria Conte, 
La Gestalt Therapy e i pazienti gravi, in GTK2 settembre 2011, p. 29


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