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Appartiene già alla vita primaria e a quella quotidiana il possedere un punto nello spazio da cui partire ogni giorno e a cui fare periodicamente ritorno: la casa. “Andare a casa” significa muoversi verso il nostro bisogno di sicurezza e di integrazione. A differenza degli animali l’uomo dà a questo perimetro di sicurezza un significato simbolico grazie al quale esso diventa lo spazio ordinato, separato dal caos esterno e il punto da cui, con una certa regolarità può “mettere ordine” e può integrare le sue esperienze nel mondo circostante.
Così l’uomo raccolto intorno ad un punto o dispiegato lungo un itinerario si può orientare nel mondo a partire da quella traccia, da quel punto, da quell’origine, poiché non esiste un orientamento in sé, ma ogni orientamento è un “patto concluso” tra l’organismo e l’ambiente.

Giovanna Giordano, La casa vissuta. Percorsi e dinamiche dell’abitare. 
Milano: Giuffrè Editore, 94.





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