L’articolo propone una riflessione sulle relazioni nel mondo contemporaneo e, precisamente, si sofferma sui due legami più significativi per l’essere umano: il rapporto genitori-figli e quello di coppia. Attraverso le suggestioni evocate da due personaggi letterari, Geppetto e Pigmalione, cui corrispondono due volti del maschile, si dà avvio ad una sorta di viaggio nel tempo in cui vengono esplorate peculiarità e differenze – tra ieri e oggi – nel modo di concepire e dare vita alla paternità e al rapporto uomo-donna. 

Pur essendo figure nate in un periodo storico-sociale-culturale molto differente dal nostro, Geppetto e Pigmalione possono a buon diritto essere rappresentativi di una maschilità ‘nuova’, che riesce a far proprio e a realizzare l’invito che la postmodernità rivolge, particolarmente, agli uomini d’oggi: aprirsi realmente all’incontro, alle possibilità inedite che la relazione offre, per sé e per l’altro. Solo in questo modo il maschile può (ri)diventare una presenza ‘forte’, non attraverso l’affermazione del proprio potere sull’altro, ma piuttosto attraverso il dia-logo e il rispetto nei confronti dell’alterità.

Questo, infatti, è ciò che consente al maschile di riappropriarsi del ‘potere’ della relazione, quell’energia trasfiguratrice che, come Geppetto (con il suo Pinocchio) e Pigmalione (con la sua Galatea) ci dimostrano, riesce a trasformare le esistenze ‘inanimate’ e ‘devitalizzate’ (la propria e quella altrui) infondendo in esse vita, luce, grazia e umanità.

Claudia Angelini, Gtk 5


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