Dopo essere uscito dal grembo materno, il bambino inizia un percorso che lo porta ad uscire dal proprio corpo per cogliersi, attraverso lo sguardo e il pensiero, come soggetto unico e differenziato. Fondamentali sono i momenti del riconoscimento della propria immagine (nello sguardo della madre e nello specchio) e della manipolazione delle cose unita all’interazione con gli altri. L’imparare a camminare, come ci ricorda la Mahler, segna il punto di arrivo di questo itinerario, in quanto azione che esprime e permette l’autonomia: è stato detto, in modo provocatorio e suggestivo, che si impara a camminare per allontanarsi (fuggire!) dalla madre, anche se in un’alternanza di momenti euforici e di ritorni impauriti.
Giovanni Salonia, Sulla felicità e dintorni. Tra corpo, parola e tempo. Il pozzo di Giacobbe, Trapani 2011, p. 164.