I Narcisisti retroflessivi arrivano tardi in terapia, nel momento in cui la vita li costringe a confrontarsi con la possibilità di non essere più in tempo per realizzare delle esperienze di vita. In genere in età adulta, per un crollo professionale/finanziario o affettivo. A volte è proprio l’impossibilità di stare in una relazione importante e significativa che li porta alla richiesta di aiuto e quindi di terapia.
La richiesta di aiuto per i N. è già cambiamento: chiedere, affidarsi, esporsi nell’intimo, rappresenta l’inizio del cambiamento, un lungo viaggio che inizia ma non sempre si conclude o si completa.
Il motivo per cui chiedono aiuto è spesso un attacco di panico o una sintomatologia depressiva. Sia l’uno che l’altra diventano l’occasione per il cambiamento, la funzione-Es del Sé si apre e la sofferenza diventa l’inizio della  possibilità di sentire il corpo e di sciogliere le retroflessioni, possibilità che – allo stesso tempo – apre al dolore, al vuoto ed alla solitudine da tanto tempo custoditi. Se pensiamo che il sintomo è sempre un «appello alla relazione», per il N l’esperienza di base del panico è sentirsi piccolo in un corpo grande, sentirsi smarrito, spaventato e terribilmente solo, in balia delle emozioni del corpo, non più sotto controllo.

Valeria Conte, GTK 4, pp. 28-29.