Per lavorare in modo chiaro con pazienti che hanno uno stile compulsivo-espulsivo, è utile ricordare i diversi sensi in cui può essere intesa la colpa. Quella nevrotica (senso di colpa) nasce dall’angoscia di lasciare la confluenza, che si declina come paura della solitudine e dell’unicità, come terrore di eventuali rappresaglie da parte di chi si è abbandonato; il sentirsi colpevoli di fronte ad un errore commesso è invece sano ed esprime senso di responsabilità (anzi, è necessario ribadire che per crescere in modo integro e pieno bisogna accettare tale rischio: gli umani possono sbagliare, possono trasgredire e produrre sofferenza negli altri). È segno di integrità, in tale evenienza, riconoscere con umiltà e dignità lo sbaglio compiuto o il dolore arrecato.
Giovanni Salonia


G. Salonia, V. Conte, P. Argentino, Devo sapere subito se sono vivo. Saggi di Psicopatologia Gestaltica. Il Pozzo di Giacobbe, Trapani 2013, p. 212.

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