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Nell’ermeneutica della Gestalt Therapy, c’è una sorta di disagio nel parlare di diagnosi e di psicopatologia. Fedele al contesto storico in cui nasce la Gestalt, assume particolare enfasi l’interesse clinico e la comprensione dei vissuti fenomenologici e relazionali di una specifica esperienza del sé. Come clinici, sappiamo anche che una categorizzazione diagnostica rischia di diventare sterile e poco utile se non facilita la comprensione di specifici ed efficaci percorsi di cura. In GT è più coerente parlare di ‘orientamento diagnostico’ e limitarsi all’uso di un linguaggio diagnostico comune (descrittivo) per un confronto e un dialogo tra differenti modelli che rimane sempre arricchente. Al di là della diagnosi e delle differenze epistemologiche dei diversi modelli, è importante il confronto su come e cosa si focalizza nell’intervento clinico.

Valeria Conte

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