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Intimamente e indissolubilmente connessa alla diversità originaria è anche il secondo aspetto della sessualità: l’attrazione, una spinta istintiva a ricercare un altro corpo (diversamente) sessuato. Onde evitare il rischio che l’essere diversi provochi disinteresse, o peggio, isolamenti autoreferenziali, un’originaria, struggente forza attrae reciprocamente il corpo della donna e quello dell’uomo: come se fosse inscritto nella carne che assieme, e solo assieme, femminile e maschile, ricompongono l’immagine divina. L’eros si manifesta, quindi, come arcaica e magica forza di attrazione, fuoco che dona alla donna e all’uomo la generatività (superamento della morte) e la compagnia (superamento della solitudine). Deve essere cantato l’eros come innata, insopprimibile, ostinata spinta – inscritta nel telaio stesso dell’esistenza (umana e del creato) – che irresistibilmente attrae e spinge le diversità a congiungersi per custodire il miracolo e il gioco della vita.  

Giovanni Salonia  

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