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A differenza del bisogno, il desiderio anche quando non è soddisfatto non intacca la crescita della persona, anzi può favorire un più forte contatto con se stessi e una più matura presa di consapevolezza della diversità e dell’imprendibilità dell’altro. Il desiderio, infatti, come è stato detto, è tale se emerge dal grembo della reciprocità, ossia del riconoscimento dell’alterità. Anzi è proprio l’aver teso al massimo l’arco del desiderio che rende possibile e maturativo anche il diniego dell’altro. Paradossalmente, quando per paura del rifiuto l’arco non viene teso, quando lo si nega a se stessi e lo si retroflette, la risposta (negativa o positiva che sia) lascia un senso di sorda insoddisfazione o di recriminazioni sterili e interminabili. 
Ma allora si desidera l’altro o si desidera qualcosa per sé? L’intrigo si chiarifica quando si apprende che il desiderio della propria pienezza si realizza solo dentro e dopo la pienezza dell’incontro con l’altro.
Giovanni Salonia

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