Some contents or functionalities here are not available due to your cookie preferences!

This happens because the functionality/content marked as “Facebook Pixel [noscript]” uses cookies that you choosed to keep disabled. In order to view this content or use this functionality, please enable cookies: click here to open your cookie preferences.

Il contributo della psicoterapia della Gestalt nell’elaborazione del lutto perinatale

La culla vuota, ogni vita perduta merita di essere ricordata


Ho cercato di leggere, sempre in chiave gestaltica, sia l’esperienza della perdita di un bambino durante la gravidanza o dopo il parto che il blocco del processo genitoriale e il lutto che ne seguono. 
Nel 1° capitolo affronto il tema del percorso generativo, un evento che, come sostiene il Dott. Salonia, segna, all’interno del ciclo vitale della coppia, l’accrescimento della personalità adulta e la disponibilità a sperimentare una nuova dimensione del sé familiare: la funzione Personalità nella declinazione della co-genitorialità.

Nel 2° capitolo approfondisco l’esperienza di perdita per la coppia che presenta le caratteristiche del lutto, in quanto lascia una pesante sensazione di dolore e di vuoto. Inoltre, osservo cosa accade al sé famiglia.

Nel 3° capitolo mi soffermo sul tema del lutto perinatale secondo la prospettiva della psicoterapia della Gestalt.

Essendo il lutto un processo che fa parte della vita umana e non una malattia, non dovrebbe essere curato, sminuito o censurato, ma vissuto con pazienza nella sua spontanea evoluzione. Con un buon sostegno i genitori possono procedere verso la riorganizzazione della loro vita. 

Sono così determinanti il sostegno dell’ambiente circostante (di parenti, amici, della rete sociale, sul posto di lavoro, a scuola), la presenza di risorse specifiche (come per es. di gruppi di auto-mutuo-aiuto), la formazione dei professionisti (personale medico, sanitario, psicologico, psicoteraputico) al fine di migliorare oltre alle competenze tecniche, quelle comunicative e relazionali, di garantire una continuità assistenziale (dal momento della diagnosi alla dimissione ospedaliera) e di ridurre l’impatto traumatico. 

Il ruolo del terapeuta è quello di permettere ai genitori di trovare quello spazio e quel tempo per pensare alla morte e per mettere in atto tutte quelle strategie che servono a elaborare il lutto e lasciare andare quel bambino con la maggiore serenità possibile.
Nella conclusione ho trattato alcune questioni aperte come il ricorso all’IVG tra le adolescenti e le immigrate nel nostro Paese.
Infine, alcune testimonianze cliniche raccolte durante il mio lavoro con genitori chiamati a confrontarsi con il dolore e con la perdita del figlio in attesa, vissuto come un soffio, ma indimenticabile. 

Dott.ssa Miriam Manganoni

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano file di piccole dimensioni (cookie) sul dispositivo. I cookie sono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente. I Cookie tecnici, per generare rapporti sull’utilizzo della navigazione cookie statistici e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi / prodotti e i cookie di profilazione. Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore.
Cookies policy
Privacy policy