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[…] Il modo in cui si sente e si vive il corpo reale è quindi determinato dallo schema corporeo implicito: la desensibilizzazione e la rigidità di alcune parti del corpo sono il segno che quelle parti non sono presenti (abitate) nello schema corporeo (si parla di scarto tra la ‘anatomia simbolica’ e la ‘anatomia reale’) […]. Ogni parte del corpo desensibilizzata o contratta è correlata ad emozioni bloccate. Ogni emozione che non può diventare consapevole crea un disagio psichico a livello personale e relazionale. […] I ‘vissuti corporei’, inoltre, esprimono in modo genuino i significati più intimi del soggetto. Come una bussola, i vissuti corporei indicano al soggetto stesso come egli sta vivendo la situazione (e cioè i significati più intimi del suo-essere-nel-mondo-in-questo-preciso-momento). I significati intimi, infatti, si comprendono non tanto a livello cognitivo ma a livello corporeo. Se si sente fino in fondo la rabbia, se la si sente nel corpo in tutta la sua intensità, allora se ne comprendono le ragioni e si apprende ad autoregolarla. 
[…] È una svolta epistemologica: si passa dall’idea che il comprendere accada solo a livello cognitivo alla prospettiva che il comprendere (e l’apprendere) avvenga anche attraverso i vissuti corporei. F. Perls, dopo aver sperimentato (come paziente e come terapeuta) la tecnica delle libere associazioni, la sostituì con la tecnica della concentrazione (chiedere al paziente di sentire sensazioni, emozioni, vissuti, significati nel proprio corpo). Non è il terapeuta che decodifica le associazioni del paziente e gli riconsegna l’elaborazione interpretativa, ma è il paziente stesso che, attraverso la concentrazione e la consapevolezza dei propri vissuti corporei, impara a comprendere se stesso (cosa sento, cosa voglio) e il suo stile relazionale. […] Si tratta della intenzionalità del corpo. […] Ogni vissuto, infatti, non è mai a-temporale e a-contestuale, ma è inscritto dentro una sequenzialità che si muove verso una meta come realizzazione di una precisa intenzionalità. I vissuti (Erlebnisse), quindi, sono anche ‘momenti’, fasi di un’azione in corso (Erfahrung). […] il momento successivo è, infatti, dentro ogni momento presente. 
Giovanni Salonia

Tratto da: G. Salonia, La Gestalt Therapy e il lavoro sul corpo. Per una rilettura del fitness, in S. Vero, Il corpo disabitato. Semiologia, fenomenologia e psicopatologia del fitness, Franco Angeli, Milano, 2008. 

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